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Barbie e il mondo che cambia

Da un’idea di Ruth Hadler

Da un’idea di Ruth Hadler, nel 1959, venne messa in commercio una bambola con le sembianze di un’adulta. Nacque così, per mano della grande casa di produzione di giocattoli Mattel, Barbara Millicent Roberts, più comunemente conosciuta con il nome di Barbie. Negli anni è stata la bambola più venduta al mondo: si stima che oltre 1 miliardo di esemplari sia stato venduto in 150 nazioni, anche grazie ad un tipo di strategia di marketing che si basava su una forte campagna pubblicitaria televisiva che poi è stata seguita da tutti i giocattoli a venire. Su questa bambola, nel corso di oltre cinquant’anni, si è detto tutto e il contrario di tutto.

È una figura indipendente, fidanzata da decenni senza sentire il bisogno di sposarsi, ha amici di nazionalità diverse, sa far tutto, è bella e, talvolta, chi gioca con lei tende a sentirsi fisicamente inadeguato. Negli anni la sua immagine è stata sinonimo di superficialità e stupidità. Venerata da molti bambini e osteggiata da altrettanti genitori la Barbie è arrivata, pur perdendo in parte la propria popolarità, fino ai giorni nostri. Il suo personaggio si è sempre reinventato tanto da diventare infermiera, pilota, veterinaria e recentemente anche hostess.

Gruppo Barbie Alitalia

Gruppo Barbie Alitalia

La mostra

La Barbie infatti è stata esposta in una mostra, secondo un accordo Mattel/Alitalia, mostrando le divise d’epoca che ripercorrono la storia delle assistenti di volo. Il ricavato dell’asta è poi stato devoluto in beneficenza. La Barbie ha attraversato varie fasi della propria esistenza: dalla Star anni Ottanta che ricalcava le fattezze e il mito di Farrah Fawcett, ad una donna al passo con i tempi.

A tal proposito, l’artista statunitense Nickolay Lamm si è semplicemente chiesto perché la Barbie, invece di rappresentare un modello fisicamente perfetto e pericolosamente irrealistico, non possa essere più “umana”. E così togliendo il trucco, diminuendo centimetri di altezza e aumentando un po’ il peso, si ha una Barbie che segue i canoni estetici di una donna media che vive nella realtà perché, secondo Lamm, le imperfezioni arricchiscono e rendono più veri. E perché un prodotto non cada nell’oblio dovrebbe seguire l’attualità per rinnovarsi continuamente e, proprio in questo caso, l’attualità deve fare i conti con la discesa nel mondo reale.