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Cosa sono e come funzionano i motori di ricerca

Questa settimana ci occupiamo di motori di ricerca. Uno strumento sempre più indispensabile nella vita di tutti i giorni e cercheremo di mostrarti cosa sono e come funzionano.

cosa sono e come funzionano i motori di ricerca

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Motori di ricerca: le origini

Internet è ormai diventato un compagno insostituibile delle nostre vite. Viene utilizzato per i motivi più diversi: per svago, per lavoro o semplicemente per informarsi. Gran parte del business mondiale passa ormai attraverso la rete. Trovare velocemente quello che si cerca è un’esigenza fondamentale per tutti gli utenti. Ecco perché sono nati i motori di ricerca, per riuscire a ottenere le informazioni che ricerchiamo nel più breve tempo possibile.

Cos’è un motore di ricerca?

Un motore di ricerca è un sistema automatico capace di analizzare una grandissima quantità di dati e restituirli in un elenco ordinato. L’utente genera un input attraverso delle chiavi di ricerca (keywords) ed il motore fornirà un output sulla base di un algoritmo che ordina le informazioni ritenute più rilevanti.

Secondo una ricerca di Netcraft nel mese di marzo 2017 i siti presenti nel web erano 1,760,630,795. Questo dato ci fa capire quante informazioni sono disponibili in rete e quanto sia importante, soprattutto per chi fa business, non solo essere presente sul web ma essere ben visibile.

I primi motori

I primi motori di ricerca iniziarono ad apparire negli anni Novanta, quando con l’aumentare dell’attenzione e delle informazioni presenti in rete serviva uno strumento capace di fare ordine per rendere l’utilizzo del web più veloce ed efficace.

Aliweb può essere considerato il primo motore di ricerca. Nacque nel 1993 ma non ebbe particolare successo. Dopodiché si successero vari  progetti più fortunati tra cui Excite, Yahoo, Lycos, Altavista fino al 1998 quando Larry Page e Sergey Brin fondarono Google attualmente il n°1 al mondo.

La classificazione

I motori di ricerca possono essere classificati come:

  • motori di ricerca di prima generazione. Attivi  principalmente nella seconda metà degli anni Novanta (Altavista, Excite, Infoseek). Utilizzavano il semplice criterio delle keyword inserite nelle pagine HTML attraverso i Keywords Tag. Così venivano collegate le pagine web i cui meta-tag corrispondevano alle parole ricercate. Infine il motore ordinava i risultati in base alla pertinenza e rilevanza.
  • motori di ricerca di seconda generazione. Analizzano dati specifici del web ed hanno una maggiore capacità di elaborazione dati. Questi motori ci aiutano ad introdurre il concetto di visibilità in rete che sta alla base della SEO. Il sito non viene più analizzato solo in base alle keywords ma vi sono altri elementi: links, anchor text, click-through data, ecc.
  • motori di ricerca di terza generazione. Sono i motori più evoluti che tentano di dare risposta ai bisogni che stanno dietro alle query attraverso un’analisi semantica dei dati con aiuto all’utente (spell checking), determinazione del contesto (dov’è l’utente) ed integrazione di risposte multiple.

PageRank: La svolta di Google

Il punto di svolta di Google è l’introduzione del PageRank. Nella valutazione di un sito, oltre a diversi altri fattori, Big G introduce un algoritmo che considera i collegamenti tra i siti. I meta tag da quel momento cessano di avere un importanza così decisiva. Matts Cutts (Google Software Engineer) nel video qui sotto ci spiega che Google ignora i keywords meta tag.

Per determinare l’autorevolezza di un sito e quindi il suo posizionamento nelle classifiche di ricerca diventano decisivi i link verso il sito. Attraverso una complessa formula matematica si definisce il punteggio di ciascuna pagina. Per scalare le classifiche di Google diventa pertanto fondamentale attrarre link verso il proprio sito. Conquistare gli utenti veramente interessati a seguire i nostri articoli. I link che possono puntare ad un sito devono essere “naturali“, ovvero non richiesti o generati da scambio di link o a pagamento. Per cercare di ottenere questi link è  necessario proporre argomenti sempre aggiornati, non copiati, con approfondimenti interessanti per i nostri lettori.

Oggi Il PageRank è in parte superato, dopo essere stato per anni un punto di riferimento per molti addetti-web. Attualmente bisogna prestare attenzione a più metriche che hanno impatto sulla vita del nostro sito. Il lavoro di posizionamento sta uscendo da logiche meccaniche e sta abbracciando sempre di più logiche semantiche. Grande attenzione viene data al sito partendo da un’ottica completa che parte da fattori:

  • on page (struttura e contenuti);
  • off page (link popularity, directory, ecc).

Per emergere serve, oltre ad un sito ben strutturato, una strategia di contenuti capace di attrarre e mantenere una audience costante.

Come Funziona un motore di ricerca?

Definito cos’è un motore di ricerca cercheremo qui di spiegarne il funzionamento. Sebbene abbia un’architettura complessa i pilastri su cui si basa sono essenzialmente 5:

  1. SCHEDULER. Ha la funzione di programmare quando i crawler (o spider) dovranno eseguire l’analisi di una risorsa presente su un URL.
  2. CRAWLER (o spider). Come dei ragni si muovono tra le reti del web ed il loro lavoro principale consiste nello scandire tutti gli URL presenti. Raccolte le informazioni queste verranno catalogate in apposite Repository.
  3. INDEXER. Processa i dati generati dagli spider e genera indici e metadati che poi andranno a facilitare le nostre ricerche. Si tratta di un vero e proprio indice che fa una prima catalogazione.
  4. PARSER. Estrae i dati dal Repository e ne legge il contenuto, suddividendoli per tipologia. I contenuti vengono qui etichettati con ulteriori informazioni.
  5. QUERY PROCESSOR. Si tratta del Search Engine Software. Il sistema che accetta le richieste e fornisce le risposte sulla base dei primi 4 processi.

Si tratta di 5 fondamentali processi che assicurano il funzionamento di un motore di ricerca. Se desideri approfondire il funzionamento di Google qui trovi una spiegazione esaustiva fornita dall’ Università di Stanford.

Conclusioni

I motori di ricerca dovranno essere sempre di più in grado di processare enormi quantità di dati e fornire agli utenti output sempre più veloci e pertinenti. L’aumento esponenziale delle informazioni contenute nella rete potrebbe portare alla creazione di motori specifici per argomenti e ad un sistema di ricerche più intelligente, basato su una maggiore personalizzazione dei risultati. Questo perché web si sta dirigendo verso una maggiore direzione semantica, garantire informazioni corrette, originali e strutturate ai motori di ricerca permetterà di emergere sempre di più.

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