Perché è importante fare copywriting?

Perché è importante fare copywriting?

Cos’è il copywriting?

Prima di tutto facciamo chiarezza: cos’è il copywriting? Se vogliamo dirla in maniera sintetica è  scrivere testi rendendoli adatti al web. Il copywriting c’è da tantissimo tempo, basti pensare ai testi pubblicitari, agli annunci stampa, gli slogan, etc. Il termine nello specifico nasce nel XIX secolo, nell’ambito delle redazioni giornalistiche, per indicare chi si occupava di redigere annunci. Il copywriting per il web c’è da meno tempo ma sta diventando un elemento imprescindibile per la presenza on line. Nello specifico il copywriter non deve solamente scrivere un testo grammaticalmente corretto ma comunicare il messaggio di un brand attraverso parole e utilizzando alcune tecniche di scrittura.

Alcuni consigli li avevamo già dati qui:

5 regole per essere un buon copywriter

Le linee guida di un copywriter

Il compito del copywriter è di catturare l’attenzione del target di riferimento. Quindi, prima di tutto bisogna identificare quale target si vuole raggiungere. Il linguaggio che si utilizza deve adattarsi al target. Si deve proporre una sola idea creativa (Unique Selling Proposition) e si devono evitare contraddizioni (l’immagine e il testo non devono dire cose in contrasto ma una deve essere il completamento dell’altro).

Avendo ben chiara la base si può partire seguendo alcune linee guida:

  1. La ripetizione del titolo: un copy dovrà ripetere nel testo le stesse parole del titolo magari combinate in maniera diversa con l’aggiunta di ulteriori informazioni per dare più importanza al messaggio che si vuole far passare. Anche in ottica SEO (Search Engine Optimization) questa tecnica risulta molto utile.
  2. Concretezza: per attirare l’attenzione dl lettore è sempre buona norma introdurre argomenti concreti e misurabili, aggiungendo informazioni nuove.
  3. Porre una domanda: porre un problema o una richiesta a cui molti cercano risposta è un’ottima tecnica per far sentire i lettori coinvolti nella discussione. Bisogna ricordarsi però di dare delle risposte concrete a questa domanda. E qui ci si collega al quarto punto.
  4. Fornire una risposta: dare una risposta netta o fornire un’alternativa a cui magari molti non avevano ancora pensato. Ci si pone così come esperti nel settore indirizzando i profani verso la strada che riteniamo o il brand ritiene più consona.
  5. Call to action: di quest’ultimo punto abbiamo parlato più volte ma è sempre bene ricordarlo. In chiusura del testo la chiamata all’azione serve per incentivare l’utente a cliccare su un annuncio o a interagire con il brand che il copy in quel momento rappresenta.

Ricapitolando, è tutto chiaro? Se invece avete bisogno di una consulenza compilate il form qui in sotto.

Come farti trovare dai clienti? C’è l’inbound marketing!

Come farti trovare dai clienti? C’è l’inbound marketing!

Inbound marketing, una strategia per te

Ti affanni a cercare clienti oppure devi delegare ad altri la parte commerciale senza ottenere i risultati sperati? E se fossero i clienti a trovare te? No, non è fantascienza.

Puoi farti trovare dai clienti ma solo se pianifichi una buona strategia di inbound marketing, sfruttando la tua nicchia di mercato.

Partiamo dal presupposto che l’inbound marketing è una strategia che mette al centro il cliente e non il tuo prodotto. Nel manuale “Inbound Marketing. Le nuove regole dell’era digitale” Jacopo Matteuzzi definisce questa metodologia come:

UN INSIEME DI STRATEGIE FOCALIZZATE SUL FARSI TROVARE DA PERSONE INTERESSATE AL NOSTRO PRODOTTO/SERVIZIO, ATTIRARLE VERSO IL NOSTRO MARCHIO E FARLE DIVENTARE CONTATTI, POI CLIENTI, INFINE PROMOTORI

Le fasi dell’inbound marketing

In un mondo dove è sempre più difficile emergere sia online che offline, per fare in modo che più visitatori possibili diventino contatti e poi clienti, anche dopo aver abbandonato il tuo sito devi creare dei contenuti utili per loro, anzi indispensabili.

Il contenuto è il cuore dell’inbound marketing

Innanzitutto cerca di identificare chi sono i tuoi visitatori e allinea i tuoi contenuti ai loro interessi, usando i diversi strumenti che il web mette a disposizione: blog, social network, motori di ricerca.

Per la tua strategia è fondamentale scrivere contenuti di valore da pubblicare sul tuo blog e i tuoi canali social, ma allo stesso tempo puoi mettere a disposizione anche contenuti visual, documenti, e-book e presentazioni o qualsiasi altro contenuto prezioso che i tuoi utenti potranno scaricare lasciando la propria email tramite un form.

Se riesci ad ottenere parecchi contatti, allora la tua strategia di inbound marketing sta funzionando bene. A questo punto crea una mailing list e conquista la fiducia dei tuoi contatti scrivendo delle e-mail con contenuti utili e pertinenti. Il processo di marketing automation, detto anche lead nurturing, ti aiuterà a convertire i tuoi contatti in clienti e a mantenere un dialogo con loro anche dopo il primo acquisto.

Vuoi saperne di più? Approfondiremo l’argomento al workshop Fotografia per il web il 21 e 28 ottobre a Chieri.

Per informazioni e iscrizioni: www.fotografiaperilweb.com, fotografiaperweb@gmail.com

Sheila Gibalerio

Vuoi saperne di più? Contattaci!

5 consigli per capire se e come usare gli #hashtag

5 consigli per capire se e come usare gli #hashtag

Cos’è un hashtag

Per chi ancora non lo sapesse il termine hashtag deriva da due parole inglesi: “hash” e “tag“. La prima indica il simbolo #cancelletto e la seconda etichetta o cartellino. Il simbolo cancelletto viene utilizzato prima di una o più parole per sintetizzare l’argomento di cui si sta trattando.

Quando è iniziato ad essere importante?

Da quando Twitter ha spopolato, il cancelletto ha iniziato ad essere utilizzato un po’ ovunque anche su altri social, in particolar modo su Instagram dove la fa da padrone.

Il concetto di sintesi e di focalizzazione in un mondo che va alla velocità della luce può essere utile per fissare e creare un’etichetta del proprio pensiero. Ma come i saggi ci dicono: il troppo stroppia. Quindi è importante distinguere come e quando usare un hashtag.

Come usare un hashtag

Per evitare di finire nel paese degli hashtag inutili (credetemi, è affollatissimo!) è meglio seguire 5 semplici regole:

hashtag simbolo

hashtag simbolo

Avere bene a mente il #significato

Se proprio si vuole inserire un hashtag al nostro post si deve prima di tutto conoscerne il significato e, in secondo luogo, andare a verificare la parola designata andandolo a cercare all’interno dei social per evitare spiacevoli sorprese. Si potrebbe ad esempio dare un’occhiata al Twitter o Instagram search.

#Specificare

Altro punto fondamentale è evitare termini generici perché si rischia di diventare anonimi e che il nostro hashtag non sortisca effetto. Meglio quindi essere più settoriali e specifici. Soprattutto nel caso di feste o eventi è importante incorniciare il nome con il cancelletto e aggiungere la località. Sarà più facile farsi trovare dagli interessati.

#Moderarsi

Come dicevamo prima? Ah sì, “il troppo stroppia”. Questa non è solo una massima di vita ma anche nel campo social è buona norma non utilizzare troppi # per evitare di diventare dispersivi.

Non usare la #punteggiatura

Sembra banale ma non tutti sanno che la punteggiatura interrompe un hashtag per cui è meglio evitarla (non nell’italiano scritto, solo negli hashtag. Mi raccomando!)

Hashtag si o hashtag no

Consiglio finale, ultimo ma non ultimo, se si è in dubbio se usare un hashtag o meno direi che è meglio utilizzarlo. Non bisogna eccedere come dicevamo prima ma non si deve nemmeno snobbarli perché è sempre meglio sfruttare un’opportunità quando c’è la possibilità. Ad esempio ben il 40% dei tweets di Twitter che includono hashtags vengono ri-twittati dagli utenti. Così, tanto per tenerlo a mente.

Se volete saperne di più, contattateci!

Proteggi il content marketing dal sole estivo: 10 consigli utili

Proteggi il content marketing dal sole estivo: 10 consigli utili

Consigli utili per ottimizzare i tuoi contenuti

Content is the king, ormai lo ripetiamo da un po’. Perché? Semplice, secondo uno studio condotto da Yahoo ed Enders Analysis 

La spesa delle aziende in content marketing su internet raggiungerà nel 2020 un giro d’affari di 2,1 miliardi di euro, con una crescita del 186% rispetto al 2014.
Lo studio è stato condotto su 19 mercati del Vecchio Continente, tra cui anche l’Italia. I dati parlano chiaro. E pensare che qualche anno fa non si sapeva nemmeno che cosa fosse il content marketing e invece oggi non si parla d’altro!
Non ci resta che stare al passo con i tempi e sfruttare le proprie capacità per cogliere il momento. Ci sono però alcune accortezze da utilizzare.

Se proteggi il tuo content marketing non rischi di scottarti

L’estate è giunta, la gente inizia ad andare in vacanza e a non pensare ad altro che alle onde, al mare e al relax.

Ma la gente sotto l’ombrellone legge e se vuoi fornire loro qualcosa di originale puoi farlo e, nello stesso tempo, puoi prepararti per la prossima nuova stagione.

#1 Trova un argomento interessante

Se ti devi preoccupare a cercare un’idea per un argomento originale per scrivere un contenuto che abbia un suo perché dovresti iniziare a leggere (sì, quello puoi farlo anche sotto l’ombrellone): dai libri agli articoli visualizzati direttamente su smartphone o sulle riviste cartacee. Lo spunto può arrivare ovunque e può diventare qualcosa di originale se hai la pazienza di documentarti e renderlo approfondito.

#2 Segui workshop

Se non hai un articolo da dover scrivere in poco tempo ma non sai come lanciare la prossima stagione, puoi iniziare a seguire webinar e workshop sul content marketing. C’è sempre qualcuno che saprà qualcosa più di te e ti potrà dare lo spunto giusto e al contempo potrai stare al passo con i tempi.

#3 Chiedi ai follower

Se hai una fetta di pubblico che ti segue e se sei a corto di idee fai una piccola inchiesta sul tuo o i tuoi social ufficiali. Potrai scoprire quale argomento le persone vorrebbero approfondire. Le risposte potrebbero stupirti e incentivarti allo stesso tempo.

#4 Trova il refuso

Una volta che hai scritto il tuo articolo in un sol fiato, di getto, fermati. Rileggilo. Magari togli qualche subordinata di troppo (le famose sbrodolature inutili). Se riesci scrivi prima in word, puoi più facilmente controllare se ci sono errori ed eliminare eventualmente i doppi spazi.

#5 Usa gli spazi bianchi

Lo spazio bianco è utile per dividere i paragrafi e fissare meglio i contenuti. Usalo per fare in modo che il testo non risulti esteticamente pesante e renderlo più leggibile.

#6 Rileggi e fai rileggere

L’ideale è rileggere il tuo articolo il giorno dopo. Si corregge meglio a mente fredda. Se hai la possibilità fai rileggere il tuo contenuto ad una o due persone. Quattro occhi sono meglio di due e sei sono ancora meglio.

#7 Rendi il tuo contenuto fruibile

Scegli font leggibili (Aria, Georgia, Open Sans…) evita font troppo arzigogolati tipo questo:

 

Può anche essere gradevole, ma se scrivi un intero articolo con questo font, difficilmente qualcuno arriverà alla fine.

#8 Scegli bene i colori e la grafica

Niente deve essere lì per caso. I Colori servono per far risaltare il testo (senza esagerare, però!) e la grafica ti serve per rendere più accattivante il tuo contenuto.

#9 Usa la SEO

Ci siamo dilungati molto sulla SEO (Search Engine Optimizations), se vuoi saperne di più puoi leggere questo:

3 Tendenze SEO per il 2017

Ricordati di avere alcune accortezze per ottimizzare i tuoi contenuti in ottica SEO per fare in modo che siano visti più facilmente on-line.

#10 Usa la call to action

Dulcis in fundo, quando concludi un articolo, ricordati di creare un form contatti per farti trovare dai tuoi lettori.

Ad esempio come questo che trovi qui sotto! Se vuoi approfondire o discutere qualche punto scrivici!

Nuovo trailer del documentario sul Monte Bianco

Vi presentiamo il nuovo trailer della H.AL con riprese di Andrea Bertero, regia di Diego Nicotra e Andrea Bertero, soggetto di Andrea Bertero e scritto da Annalisa Boaretto.

La Funivia dei Ghiacciai

La possibilità di collegare tramite funivia l’Italia e la Francia, attraversando il Monte Bianco, questa era l’idea visionaria dell’ingegnere Dino Lora Totino. Negli anni Quaranta studiò e progettò un collegamento tra due stazioni  prestigiose: Courmayeur e Chamonix, in un massiccio di straordinaria bellezza.

Il superamento del Monte Bianco: il trailer

Il trailer riassume le riprese che andranno a comporre il documentario sulle imprese fatte sul Monte Bianco. Nel 2015 si è celebrato il Cinquantenario dall’apertura al pubblico del traforo del Monte Bianco ed è stata inaugurata la nuova funivia. La grande opera italo-francese è iniziata nel 1957 e, attraverso video-interviste e documenti dell’epoca, si vuole rendere merito alla figura del suo ispiratore, l’ingegner Dino Lora Totino. Il documentario è nato prendendo in considerazione due fronti: da un lato il traforo e dall’altro la funivia. La sfida tra la natura così affascinante, ostica e imponente e l’uomo così piccolo ma dotato di ingegno sconfinato. Dal trailer emerge il superamento dei limiti imposti dall’impervio territorio e da un monte che divideva due popolazioni che mai come allora desideravano comunicare tra loro. Un’opera monumentale che si inserisce in un momento storico singolare. La Seconda Guerra Mondiale è finita solo pochi anni prima e, nazioni un tempo rivali, vogliono ora dialogare e costruire solidi legami per un futuro di pace e serenità dopo gli orrori del recente conflitto.  Ecco che un corridoio per avvicinarsi più facilmente sembra essere un forte segnale in questo senso. Uno dei tanti fondamentali passaggi che che culmineranno nel 1958 con la nascita della Comunità Europea ed i Trattati di Roma.

Le interviste

Per la realizzazione del trailer ringraziamo per la disponibilità: Adriana Lora Totino, Sergio Blengini, Marco Petrella e Giuseppe Giobellina.

Nelle interviste, grazie ad un sapiente utilizzo del montaggio si alternano pareri e informazioni tecniche sulla struttura e sull’innovazione che questa ha portato nella zona a una versione privata di chi ha conosciuto personalmente l’ingegner Dino Lora Totino. L’istituzionale e il personale si fondono in un’unica visione per dare un panorama a 360 gradi di ciò che è stata e che è tutt’oggi il superamento del Monte Bianco.