Faber al cinema

Faber in Sardegna & L’ultimo concerto di Fabrizio De André

Faber in Sardegna & L’ultimo concerto di Fabrizio De André è un film che sarà visibile nelle sale il 27 e il 28 maggio.

L’opera in verità è composta da due documentari che, attraverso immagini e testimonianze, racconta l’amore per la Sardegna dando vita alla dimensione più privata del cantautore ligure per poi collegarsi a quella pubblica nel tour d’addio nelle due date del 13 e 14 febbraio del 1998 a Roma in una versione restaurata e rimasterizzata.

Il primo maggio secondo Elio e le Storie Tese

Il primo maggio secondo Elio e le Storie Tese

L’articolo

Cristiano Governa de Il Fatto Quotidiano scrive: Riusciremo a ridere di piccoli capolavori come il “Complesso del primo maggio”, capendo che in fondo, stanno parlando anche di noi?.

Il tutto perché la canzone di Elio e le Storie Tese è una canzone che dice cose ovvie con disarmante semplicità e la solita inconfondibile ironia che contraddistingue il gruppo. La canzone sbeffeggia tutta l’impalcatura che c’è dietro alla festa del primo maggio: dal concerto stesso diventato ormai un rito stanco, seguito solo perché gratuito, all’ “omaggio” a colleghi riproposti con virtuosismi ed eclettismi rari e degni di nota. In risposta alla loro canzone sono stati chiamati a eseguire il loro “Complesso del primo maggio” al Concerto del Primo Maggio a Roma: un evento. Non v’è dubbio che Elio e le storie tese sanno suonare e si divertono a farlo. In Piazza San Giovanni hanno partecipato con loro anche Paola Folli, Eugenio Finardi e l’immancabile showman Mangoni (uno dei fondatori storici del gruppo).

Luca Mangoni in una delle sue numerose performances

Luca Mangoni in una delle sue numerose performances

Il significato

È però importante soffermarsi sul significato dell’opera musicale degli Elio e le Storie Tese alla luce del nostro attuale contesto storico-culturale. L’ironia del gruppo milanese è nota a tutti; fin dalle origini gli Elii sono riusciti ad analizzare in maniera scherzosa tutti gli aspetti della nostra società che non sembrano funzionare trovando, anche dove non sembra esserci, un lato comico. La loro satira si avvicina molto a quella dei satiri dell’antica Grecia che spesso, con canzonette ed epigrammi, denunciavano i malcostumi dell’epoca riuscendo a fare riflettere le persone tramite una risata. L’aspetto comico è la carta più importante poiché, a differenza di codici di comunicazione più seri, colpisce più facilmente e velocemente l’uditore.

Ripensando a Giorgio Gaber ed a Enzo Jannacci, artisti che hanno fatto del loro modo ironico di raccontare la società uno stile di vita artistico, possiamo dire che Elio e le storie tese siano tra i pochi in grado di raccogliere la loro preziosa eredità.