Blob

Blob

25 anni

Era il 17 aprile 1989, quando andava in onda per la prima volta BLOB, programma ideato dal critico cinematografico Enrico Ghezzi.

La peculiarità del programma consisteva nel riportare giornalmente gli stralci più interessanti e strani che la televisione offriva durante la sua programmazione giornaliera.

Blob

Blob

In questi 25 anni tutti i protagonisti dell’attualità politica e culturale hanno trovato spazio su BLOB. Diventando protagonisti inconsapevoli di storici frammenti di televisione.

Quando YouTube e il mondo di internet non era ancora nato, quando ancora non era possibile scegliere con un click cosa vedere e non vedere, BLOB offriva agli spettatori un riassunto di tutto quello che di meglio, o di peggio la Televisione offriva.

La trasmissione satirica continua tutt’oggi ad avere un importate seguito e a raccontare la nostra realtà con un abile uso del montaggio (si veda in particolar modo il montaggio delle attrazioni teorizzato dal regista russo Ejzenštejn che permette la libera associazione di idee) in cui i protagonisti e i modi di vivere vengono mostrati senza l’utilizzo di orpelli stilistici.

La Blob Condicio a cui fa riferimento Enrico Ghezzi riserva il giudizio e l’interpretazione a ciascuno di noi, consegnando alla storia un videodocumento di ciò che siamo.

 


CHROMECAST, la TV di Google

CHROMECAST, la TV di Google

Un nuovo device

Da qualche giorno è disponibile in Italia, CHROMECAST il nuovo device prodotto da Google per avere la GOOGLE TV. Big G “esce” dal Web e tenta di accaparrarsi anche un posto di rilievo nella vecchia televisione.

Ma cos’è e di cosa si tratta? Chromecast è una specie di chiavetta USB che inserita nella porta HDMI della propria TV, permette, anche a chi non ha una smart-tv, di potere portare i contenuti web sul piccolo schermo.

Kit Chromecast

Kit Chromecast

 

 

Grazie ad una app, è possibile trasformare il proprio smartphone in telecomando e controllare la propria nuova smart tv.

Cosa è possibile vedere? Al momento si ha accesso a you tube, ai film e alla musica presenti su Google Play, ma certamente l’offerta è destinata ad ampliarsi con l’obiettivo di fare concorrenza alle tradizionali pay-tv.

Un’altro aspetto interessante è il prezzo, con soli 35 euro si ha accesso a Chromecast. La domanda che ci poniamo è: si tratta di una nuova tv o di un nuovo modo di utilizzare il web che arriva a cambiare i vecchi strumenti di intrattenimento?

Google certamente ci stupirà anche questa volta.

di Stefano Buroni

Una fiction per Paolo Sorrentino

Una fiction per Paolo Sorrentino

Dopo l’Oscar la TV

Paolo Sorrentino, il regista da Oscar per La Grande Bellezza, dirigerà una fiction dal titolo The Young Pope in onda su Sky. Il progetto sarà di otto puntate da 50 minuti ciascuna, non si sa ancora chi sarà l’attore protagonista ma il personaggio principale sarà un Papa completamente frutto dell’immaginazione. Il nome trapelato è Lenny Belardo, il primo pontefice italo-americano. La vicenda si svolgerà tra Città del Vaticano, Italia, Stati Uniti e Africa e riprenderà le donne e gli uomini della vicenda con uno sguardo che vada al di là degli scandali.

Il regista Paolo Sorrentino agli Oscar

Il regista Paolo Sorrentino agli Oscar

L’ambizioso progetto sarà co-prodotto dagli Stati Uniti (John Lyons sarà il produttore esecutivo) e da Wildside (già produttrice della fortunata serie televisiva Boris).

 

 

Carosello, reloaded di successo?

Carosello, reloaded di successo?

Il progetto Rai

A maggio è iniziato un nuovo Carosello. O meglio, è iniziata una forma di mini-intrattenimento pubblicitario (210 secondi di programmazione contro i dieci dell’originale) che fa l’occhiolino (solo nel titolo) alle réclame di trent’anni prima che raccontavano una storia con tutta calma. Si, i tempi televisivi erano diversi, si, ora la velocità sta divorando qualsiasi prodotto televisivo con voracità ma aveva la possibilità di raccontare un prodotto in maniera diversa, in un modo che non fosse già visto. “Carosello reloaded”  è una perdita di un’occasione.

I pubblicitari avrebbero dovuto dimostrare tutta la forza comunicativa in poche immagini per fissare il prodotto nella mente degli spettatori e, invece, si sono limitati (non tutti) ad allungare le pubblicità che già venivano quotidianamente propinate, senza fare di più, o di meglio, come invece ci si aspettava.

carosello

carosello

La proposta

I dirigenti RAI hanno parlato con entusiasmo della novità di trasmettere le storie sia su TV che su smartphone, cioè la cosiddetta tecnologia multischermo, un nuovo modo di sfruttare i media (già utilizzato più volte in altre parti del mondo ma, si sa, in Italia si arriva un attimo dopo su certe cose). L’aspetto crossmediale che vede l’interrelazione di più media è senza dubbio interessante ma, il rievocare un prodotto storico come Carosello, non basta per far diventare quello nuovo della RAI un altro prodotto di successo.

Senza soffermarci sull’incasso ottenuto con questa manovra per dare ossigeno alle casse ormai vuote, ci si sarebbe però aspettati un po’ più di coraggio e di fantasia per raccontare qualcosa di già visto e renderlo nuovo agli occhi dello spettatore. Molti si sono sentiti presi in giro, molti sono rimasti delusi. La programmazione è prevista fino al 28 luglio e, per ora, gli unici a sentirsi soddisfatti sono i forzieri RAI. Si chiede l’aiuto di autori bravi che diano forza e nuovo lustro ai prodotti. È difficile ma vale la pena farlo, il mondo urge di novità ben fatte che, soprattutto, non puntino principalmente al vile denaro. Se si puntasse prima alla comunicazione e se l’operazione riuscisse allora il ritorno economico sarebbe garantito.

E che? C’ho scritto Jo Condor?!