Tre italiani per una Palma d’oro

Festival di Cannes

Non accadeva da ormai vent’anni, dal 1994 per la precisione, che dei registi italiani concorressero al Festival di Cannes. I titoli italiani erano quattro: Caro Diario di Nanni Moretti (premiato per la regia), Una pura formalità di Giuseppe Tornatore, Le buttane di Aurelio Grimaldi e Bernabo delle montagne di Mario Brenta. Quest’anno i film italiani in gara sono tre: Mia madre di Nanni Moretti, Tales of tales – Il racconto dei racconti di Matteo Garrone e Youth – La giovinezza di Paolo Sorrentino.

La giuria sarà presieduta dai fratelli Joel ed Ethan Coen, una presidenza condivisa per omaggiare i fratelli Lumière nei 120 anni dalla nascita della settima arte. Il sessantottesimo festival di Cannes si svolgerà dal 13 al 24 maggio, non sappiamo ovviamente chi vincerà ma sicuramente il cinema italiano si farà onore.

Cannes: il ritorno

Cannes: il ritorno

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I premiati

L’Italia in concorso al festival di Cannes 2013? A bocca asciutta, o almeno parrebbe. Tutte le previsioni (che quasi mai hanno riscontri reali), su un possibile premio a Paolo Sorrentino per il suo La grande bellezza, hanno deluso. Niente. Nemmeno il premio della giuria che era riuscito a conquistare Il Divo nel 2008. Il cinema italiano non è stato apprezzato? Non proprio. Si è disquisito solo del film italiano “più famoso” ma non di tutto il resto, di quello che non è così evidente ma che c’è, nonostante tutto. Stiamo parlando di quelli che tentano di emergere, piccoli pesci che faticano a sopravvivere nel piccolo stagno della commercializzazione, occupato e gestito da pochi grossi nomi. , oltre a quello per la migliore rivelazione.

cannes_festival_2013

Cannes festival 2013

E poi c’è la menzione d’onore della giuria ecumenica assegnata a Miele, coraggioso esordio alla regia di Valeria Golino. Pare poco? Forse, ma è comunque un inizio. Non ci sono solo due o tre nomi in Italia. C’è una generazione che cresce, che scrive e che ha tanto da dire. E non si tratta di emergenti over quaranta (per non dire senior) ma di giovani nel vero senso della parola con passione, voglia di fare e capacità di raccontare. C’è un mare, basta solo non fermarsi in superficie. Avere pazienza, immergersi in profondità e cercare le perle nascoste nel mare della mercificazione. Cercare i prodotti pregevoli non sufficientemente pubblicizzati ma che esistono, grazie al cielo, e che rendono ancora più ricco il panorama cinematografico italiano. La varietà e la qualità dovrebbero e devono essere il nuovo must.

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