Già tempo fa ci siamo interrogati sulla moda impazzante dei selfieed ora, siamo alle prese con le sue finalità creative. L’artefice di queste finalità è il teenager americano Matt Perren che tre anni fa ha deciso di farsi un autoscatto, poi il giorno dopo un altro e un altro ancora fino a quando non è diventato un’abitudine quotidiana, tanto da aver raccolto oltre duemila selfies. Ma non è tutto, perché ha deciso di assemblarli in un video cosiddetto lip-sync mentre canta “Don’t stop me now” dei Queen.
Matt Perren
L’effetto è immediato. Nel corso della canzone le immagini che si susseguono mostrano i segni del tempo sul volto del protagonista che cresce e che, a fine canzone, ritorna di nuovo un ragazzino facendo una sorta di count-down dei selfies fatti. Non si assiste solo al cambiamento fisico di un ragazzo ma, piuttosto, all’evoluzione della specie dei giovani creativi in grado di costruire piccole opere d’arte con l’aiuto delle nuove tecnologie.
Secondo L’Oxford Dictionaries sono definiti “selfies” gli autoritratti fotografici realizzati da uno smartphone e caricati sui social media. Ormai chiunque, dalle star alle persone comuni, si ritrae in una foto e la posta automaticamente condividendola su social come Instagram, Facebook o Twitter. E a questa moda che impazza si è unito anche Papa Francesco che è finito su un autoritratto con tre scout di Piacenza.
Un interessante raccolta di questi selfies dal titolo Selfies at serious places, la si trova su Tumblr, un altro social network in cui si susseguono foto di ragazzi che hanno alle loro spalle luoghi serissimi come il memoriale per le vittime dell’Olocausto, il muro di Berlino, Pearl Harbor e il loro buffi volti dissacranti in primo piano. Alcuni autoscatti risultati eccessivi e offensivi hanno visto i loro autori scusarsi pubblicamente sulla rete. Altri, come il fotomontaggio di Obama che si immortala, dopo aver deciso di bombardare la Siria, è stato creato prendendo sì spunto dai selfies ma in verità l’idea era di porre una dura critica alla scelta del Presidente degli Stati Uniti. I selfies, oltre che una moda del momento, sono uno dei modi migliori per raccontare la società contemporanea dove tutto ciò che accade è racchiuso in un’istantanea.
Superman, Batman o Spiderman? Quale di questi supereroi piace di più? Quale, tra i loro poteri, vorremmo avere? Le risposte sono molteplici ma purtroppo l’essere umano, al confronto di questi esseri soprannaturali, si sente fortemente limitato.
supereroi di oggi
I supereroi salvano il pianeta dalla sua distruzione, mentre gli esseri umani al massimo salvano se stessi da un imminente crollo psicofisico. La quotidianità pone continui ostacoli e problemi da risolvere e, molto spesso gli individui vanno avanti a risolvere problemi, superare ostacoli e barriere, crescono e ce la fanno, anche senza superpoteri.
Da questo spunto di riflessione nasce “I’m Batman”, un progetto del fotografo Luca Rossini che ha deciso di immortalare i supereroi di tutti i giorni. La raccolta di immagini fotografiche realizzata da Rossini ritrae persone comuni intente nelle loro azioni quotidiane che indossano la maschera dell’uomo pipistrello. Sono lavoratori precari, madri, padri o semplici persone che vivono nella realtà di tutti i giorni, perché chiunque può essere Batman. Un efficace pensiero per ricordarci che nel proprio quotidiano si compiono imprese tutti i giorni, piccole o grandi che siano, spesso non vengono notate e date per scontate ma, in realtà, senza questi gesti il mondo non crescerebbe.
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