La settimana scorsa ci siamo occupati di spiegare cosa sono e come funzionano i motori di ricerca, oggi ci concentreremo come scegliere dominio giusto per il tuo sito. Un argomento spesso dato per scontato che riveste però un ruolo importante per la tua strategia di web marketing.
La scelta del nome del dominio
Uno dei primi passi da compiere quando decidi di essere online è la scelta del nome del tuo dominio. Questo sarà l’indirizzo della tua nuova casa digitale che rappresenta il biglietto da visita per tutti coloro che vorranno raccogliere informazioni su di te o sulla tua azienda. Probabilmente starai pensando che questo articolo nel 2017 non è poi così utile, perché qual è l’azienda che non ha un dominio internet oggi?
Bene, prima di tutto, ti invitiamo a leggere questo articolo:
Scoprirai che, analizzando un campione di circa 1200 microimprese italiane, solo il 62% ha attivo un dominio. C’è un 33% circa di aziende che non ne ha nemmeno uno e pertanto non è presente nel nuovo mercato digitale.
Ti diamo un altro dato: in Italia contiamo circa 4,2 milioni di microimprese (il 95% del totale delle unità produttive presenti nel nostro paese).
In pratica 1 azienda italiana su 3 non ha un dominio ma, prima o poi, dovrà fare i conti con la realtà e decidere di avere una presenza sul web se non vorrà perdersi una vetrina che nel mondo conta circa 3 miliardi di utenti.
Ecco perché riteniamo sia utile, anche nel 2017, partire dall’ABC e spiegare come scegliere bene il nome del dominio per il tuo sito web.
Cos’è un dominio?
Cercheremo di spiegarti, prima di tutto cos’è un dominio. Il sistema DNS (Domain Name System) è basato su una struttura che associa nomi di host ad indirizzi IP e viceversa, in cui troviamo dei domini di livello superiore TLD (Top Level Domain) collegati ad un nodo radice rappresentato da un punto.
Il nome di un dominio sarà pertanto rappresentato dall’estensione TLD e dal nome dell’Host. L’esempio grafico qui sotto spiega come è composto.
Troviamo infatti:
URL che è l’indirizzo nella sua completezza;
il nome dell’host (halproductions);
TLD ovvero il dominio di primo livello (.com);
il dominio disecondo livello (www.halproductions.com);
ci sono anche domini di terzo livello, o sottodomini, che non sono null’altro che nomi aggiunti al dominio con un separatore in più (web.halproductions.com).
Come scegliere quello giusto?
Capito cos’è un dominio, cercheremo di darti alcuni consigli per scegliere quello più adatto alle tue esigenze.
Il nome del dominio deve essere relativamente breve
Più breve è un nome, più semplice è da ricordare. Utilizzare un dominio di 30-40 caratteri, sebbene rappresenti il nome completo della tua società, non è la scelta migliore. Soprattutto perché il tuo dominio verrà associato alle mail ufficiali della tua azienda.
Una mail info@fratellipincopallinoefiglisocietainaccomandatasemplice.it non è di semplice utilizzo
Scegli un nome facilmente pronunciabile
Non avventurarti in nomi complessi e astrusi, scegli termini che siano il più possibile diretti ed utilizzati nel linguaggio comune. Pensa a quando dovrai dettare il tuo dominio o la mail legata ad un possibile cliente. Un’informazione difficile da comunicare potrebbe complicarti non poco la vita.
Non violare il copyright
Verifica sempre che il nome che hai scelto non sia già in uso da altra azienda o peggio sia protetto da copyright! Questo ti mette al riparo, per primo, da una multa salata e, per secondo, dal rischio di confondere i tuoi clienti.
.com?.it?.net?.biz?. org?
Bisogna precisare che nella scelta del TLD bisogna tenere conto della zona geografica in cui si sviluppa la nostra attività. Se siamo un’azienda che lavora principalmente in Italia, il .it è perfetto. Sottolineiamo però che l’estensione ritenuta migliore è il .com. Le estensioni .org e .net sono anch’esse ritenute valide ma sono più per organizzazioni o comunità, sono quindi poco adatte per aziende o professionisti. Stesso di scorso vale per .edu e .gov che si rifanno a strutture governative o educative.
In generale i motori di ricerca interpretano i trattini (-) come spazi. Pertanto un dominio con queste caratteristiche può essere considerato una buona scelta perché ti permette di combinare due termini strategici per il tuo nome. La scelta dipende dai gusti personali, c’è chi ama l’indirizzo con il trattino e chi no. Chiaramente vale sempre la regola di non esagerare. Ti sconsigliamo un uso eccessivo, mai più di uno per dominio.
Keyword oppure no?
Abbinare una Keyword al nome della tua azienda potrebbe essere una soluzione utile a migliorare il rendimento del tuo sito in ottica SEO. Anche qui bisogna usare il buonsenso e non creare domini eccessivamente forzati. Se ad esempio gestisci una palestra o sei un idraulico un’ottima soluzione per il tuo hostname potrebbe essere abbinare la keyword al nome della tua attività (es: palestrapinco.it o idraulicopallino.it). Inoltre può essere vantaggioso in molti casi inserire anche il nome della città in cui svolge la tua attività(per esempiopalestrapincoroma.it). L’importante è fare attenzione a non allungare troppo il tuo hostname.
Conclusioni
La scelta del dominio, sebbene spesso venga data per scontata, è molto importante perché ti permette di partire con il piede giusto nella tua strategia di web marketing. Per questo va analizzata con cura e non sottovalutata o demandata ad altri. Il tuo indirizzo digitale accompagnerà sempre il nome della tua attività, i loghi, i biglietti da visita e sarà l’estensione nelle tue e-mail.
Se non hai ancora un sito e desideri iniziare ad essere presente sul web, prima di parlare di contenuti, layout e più in generale della tua strategia, fermati un attimo a pensare a quale indirizzo vuoi che sia ricercabile la tua azienda. Può fare la differenza.
Se vuoi una consulenza o semplicemente un consiglio su come avviare la tua azienda sul web compila il form qui con i tuoi dati e sarà nostra cura contattarti!
Questa settimana ci occupiamo di motori di ricerca. Uno strumento sempre più indispensabile nella vita di tutti i giorni e cercheremo di mostrarti cosa sono e come funzionano.
Motori di ricerca: le origini
Internet è ormai diventato un compagno insostituibile delle nostre vite. Viene utilizzato per i motivi più diversi: per svago, per lavoro o semplicemente per informarsi. Gran parte del business mondiale passa ormai attraverso la rete. Trovare velocemente quello che si cerca è un’esigenza fondamentale per tutti gli utenti. Ecco perché sono nati i motori di ricerca, per riuscire a ottenere le informazioni che ricerchiamo nel più breve tempo possibile.
Cos’è un motore di ricerca?
Un motore di ricerca è un sistema automatico capace di analizzare una grandissima quantità di dati e restituirli in un elenco ordinato. L’utente genera un input attraverso delle chiavi di ricerca (keywords) ed il motore fornirà un output sulla base di un algoritmo che ordina le informazioni ritenute più rilevanti.
Secondo una ricerca di Netcraftnel mese di marzo 2017 isiti presenti nel web erano 1,760,630,795. Questo dato ci fa capire quante informazioni sono disponibili in rete e quanto sia importante, soprattutto per chi fa business, non solo essere presente sul web ma essere ben visibile.
I primi motori
I primi motori di ricerca iniziarono ad apparire negli anni Novanta, quando con l’aumentare dell’attenzione e delle informazioni presenti in rete serviva uno strumento capace di fare ordine per rendere l’utilizzo del web più veloce ed efficace.
Aliwebpuò essere considerato il primo motore di ricerca. Nacque nel 1993 ma non ebbe particolare successo. Dopodiché si successero vari progetti più fortunati tra cui Excite, Yahoo, Lycos, Altavista fino al 1998 quando Larry Page e Sergey Brin fondarono Google attualmente il n°1 al mondo.
La classificazione
I motori di ricerca possono essere classificati come:
motori di ricerca di prima generazione. Attivi principalmente nella seconda metà degli anni Novanta (Altavista, Excite, Infoseek). Utilizzavano il semplice criterio delle keyword inserite nelle pagine HTML attraverso i Keywords Tag. Così venivano collegate le pagine web i cui meta-tag corrispondevano alle parole ricercate. Infine il motore ordinava i risultati in base alla pertinenza e rilevanza.
motori di ricerca di seconda generazione. Analizzano dati specifici del web ed hanno una maggiore capacità di elaborazione dati. Questi motori ci aiutano ad introdurre il concetto di visibilità in rete che sta alla base della SEO. Il sito non viene più analizzato solo in base alle keywords ma vi sono altri elementi: links, anchor text, click-through data, ecc.
motori di ricerca di terza generazione. Sono i motori più evoluti che tentano di dare risposta ai bisogni che stanno dietro alle query attraverso un’analisi semantica dei dati con aiuto all’utente (spell checking), determinazione del contesto (dov’è l’utente) ed integrazione di risposte multiple.
PageRank: La svolta di Google
Il punto di svolta di Google è l’introduzione delPageRank. Nella valutazione di un sito, oltre a diversi altri fattori, Big G introduce un algoritmo che considera i collegamenti tra i siti. I meta tag da quel momento cessano di avere un importanza così decisiva. Matts Cutts (Google Software Engineer) nel video qui sotto ci spiega che Google ignora i keywords meta tag.
Per determinare l’autorevolezza di un sito e quindi il suo posizionamento nelle classifiche di ricerca diventano decisivi i link verso il sito. Attraverso una complessa formula matematicasi definisce il punteggio di ciascuna pagina. Per scalare le classifiche di Google diventa pertanto fondamentale attrarre link verso il proprio sito. Conquistare gli utenti veramente interessati a seguire i nostri articoli. I link che possono puntare ad un sito devono essere “naturali“, ovvero non richiesti o generati da scambio di link o a pagamento. Per cercare di ottenere questi link è necessario proporre argomenti sempre aggiornati, non copiati, con approfondimenti interessanti per i nostri lettori.
Oggi Il PageRank è in parte superato, dopo essere stato per anni un punto di riferimento per molti addetti-web. Attualmente bisogna prestare attenzione a più metriche che hanno impatto sulla vita del nostro sito. Il lavoro di posizionamento sta uscendo da logiche meccaniche e sta abbracciandosempre di più logiche semantiche. Grande attenzione viene data al sito partendo da un’ottica completa che parte da fattori:
on page (struttura e contenuti);
off page (link popularity, directory, ecc).
Per emergere serve, oltre ad un sito ben strutturato, una strategia di contenuti capace di attrarre e mantenere una audience costante.
Come Funziona un motore di ricerca?
Definito cos’è un motore di ricerca cercheremo qui di spiegarne il funzionamento. Sebbene abbia un’architettura complessa i pilastri su cui si basa sono essenzialmente 5:
SCHEDULER. Ha la funzione di programmare quando i crawler (o spider) dovranno eseguire l’analisi di una risorsa presente su un URL.
CRAWLER (o spider). Come dei ragni si muovono tra le reti del web ed il loro lavoro principale consiste nello scandire tutti gli URL presenti. Raccolte le informazioni queste verranno catalogate in apposite Repository.
INDEXER. Processa i dati generati dagli spider e genera indici e metadati che poi andranno a facilitare le nostre ricerche. Si tratta di un vero e proprio indice che fa una prima catalogazione.
PARSER. Estrae i dati dal Repository e ne legge il contenuto, suddividendoli per tipologia. I contenuti vengono qui etichettati con ulteriori informazioni.
QUERY PROCESSOR. Si tratta del Search Engine Software. Il sistema che accetta le richieste e fornisce le risposte sulla base dei primi 4 processi.
Si tratta di 5 fondamentali processi che assicurano il funzionamento di un motore di ricerca. Se desideri approfondire il funzionamento di Google qui trovi una spiegazione esaustiva fornita dall’ Università di Stanford.
Conclusioni
I motori di ricerca dovranno essere sempre di più in grado di processare enormi quantità di dati e fornire agli utenti output sempre più veloci e pertinenti. L’aumento esponenziale delle informazioni contenute nella rete potrebbe portare alla creazione di motori specifici per argomenti e ad un sistema di ricerche più intelligente, basato su una maggiore personalizzazione dei risultati. Questo perché web si sta dirigendo verso una maggiore direzione semantica, garantire informazioni corrette, originali e strutturate ai motori di ricerca permetterà di emergere sempre di più.
Vuoi sapere qual’è la situazione del tuo sito? Compila il form qui sotto, verrai ricontattato per un’analisi completa.
Pasqua si avvicina e prima di immergerci in questo lungo weekend festivo abbiamo pensato a tutti coloro che ci leggono e ci seguono settimanalmente. Questo articolo vuole essere un regalo nel vostro uovo di Pasqua virtuale. Ecco 10 SEO TIPS che possono essere utili subito e fare un gran bene al tuo sito e, why not, anche alla tua anima perché, si sa, a Pasqua siamo tutti più buoni…Tranne gli spider di Google.
Di cosa si tratta?
Probabilmente avrai letto numerose pubblicazioni, articoli fantastici su sofisticate strategie di posizionamento che, al momento dell’azione, non sei riuscito a mettere in pratica. Questi 10 consigli vogliono essere un prontuarioready-to-action per iniziare a rendere la tua SEO magari un poco meno elevata ma più pratica ed alla portata anche di chi non è un SEO specialist.
Il Contenuto è il re o, se preferite, Content is the king
Che sia in inglese o in italiano l’importante è metterselo bene in testa. Non ci stanchiamo e non ci stancheremo mai di ripeterlo. I contenuti sono fondamentali! Rivedi il tuo sito e investi sulla tua content strategy. Sono la base di partenza di ogni azione sul web. Non dimenticare il codice. Un buon sito parte inizia da lì.
Ottimizza la struttura del tuo sito
Fai in modo di avere un sito chiaro e semplice da navigare con pagine principali ben definite. Fai in modo che i testi presenti nel tuo sito rimandino a link interni per permettere a Google (e ai tuoi utenti) una migliore navigazione.
Il tuo sito deve caricarsi in 2/3 secondi
Fai un test per scoprire la velocità di caricamento della tua home. Nel web trovi diversi tool gratuiti e affidabili. (GTmetrics, WebPageTest).
Dal 2017 Google ha iniziato a privilegiare i siti con protocollo https nei ranking di ricerca e a segnalare come “non sicuri” quelli rimasti in http. Come? Cosa? Sì, è vero, noi non l’abbiamo ancora fatto! Ma abbiamo messo in preventivo di farlo dopo Pasqua! Dopodiché faremo un articolo per descrivere i principali passaggi.
Scrivi un blog
Avere un blog aggiornato costantemente fa la differenza. Lo abbiamo spiegato la settimana scorsa nell’articolo: “Perché il tuo sito ha bisogno di un blog“. E scrivi bene, senza errori. Una buona grammatica non incide sulla SEO, ma sicuramente ti fa fare un’ottima figura con chi ti legge!
Link popularity
Scegli in modo molto accurato la campagna di acquisizione di link diretti al tuo sito web. Oggi devi selezionare con cura le directory che assicurano rating più alti e portano valore al tuo brand. Dall’introduzione dell’algoritmo PenguinGoogle pone molta attenzione alla qualitàdei link in entrata ed in uscita dal tuo sito. Nella Google Search Console puoi monitorare i tuoi backlink e rimuovere quelli di bassa qualità o contenenti spam.
Monitora il tuo sito
Usa Google Analytics per avere un quadro completo. Quali sono le pagine più visitate e quali sono le pagine di uscita. Chiederti perché gli utenti lasciano il tuo sito proprio da quel punto è il primo step per iniziare a migliorare ed aumentare il traffico e la permanenza sul tuo sito.
Scegli il dominio giusto
Quando vuoi partire con un nuovo progetto web ricorda che una buona SEO inizia dalla scelta del dominio. Non andare oltre i 15 caratteri e non dimenticare che un indirizzo breve è più diretto e semplice da memorizzare.
Be Social
Fai in modo che i contenuti del tuo sito possano essere facilmente condivisi sui Social Network. Questo permetterà a chi ti segue di postare velocemente un tuo contenuto che trova interessante.
Dovevano essere solo 10 SEO tips
L’undicesimo consiglio non è proprio tecnico, bensì metodologico. Se vuoi scalare le classifiche nei motori di ricerca con il tuo sito e ritieni di non avere un bagaglio di conoscenze adeguato rivolgiti ad un consulente SEO. Un professionista preparato che sappia ideare e gestire una strategia per migliorare la visibilità del tuo sito!
Tutto qui? Allora è facile! Sono anche io Un SEO Specialist!
Mi dispiace ma dopo avere letto questo articolo non sarai un SEO Specialist ma avrai una buona base da cui partire per approfondire i temi che abbiamo trattato. Quest’arte oscura richiede tanto studio oltre ad anni di pratica e aggiornamento. Lo scopo di questo articolo è darti 10 consigli pronti all’uso per verificare lo stato di SEOLUTE (bello il gioco di parole no?!) del tuo sito e fornirti degli spunti di riflessione per iniziare ad avvicinarti alla Search Engine Optimization.
Se questi 10 tips non ti bastano, puoi contattarci e saremo lieti di offrirti il nostro supporto.
Bentornati! La settimana scorsa abbiamo trattato i primi 5 passi per risvegliare il tuo sito in ottica SEO.
Ti sei perso l’articolo della settimana scorsa? Niente paura lo trovi qui!
Ecco un rapido riassunto, nella prima parte abbiamo sistemato:
Title tag;
Broken Link;
Immagini del sito;
Sezione news;
Social Network
Questa settimana ti offriamo altri 5 consigli per completare la nostra guida. Scopriamo subito come procedere.
# 1 Controlla il tuo Meta tag Description
Si tratta di un tag molto importante perchè compare tra i risultati prodotti dai motori di ricerca. La sua principale funzione è quella di fornire una breve descrizione della tua pagina. Come puoi capire è fondamentale per dare un’anticipazione dei contenuti che l’utente si aspetta di trovare nel tuo sito.
Ricordati sempre che il meta tag deve:
essere diverso per ogni tua pagina;
deve essere in linea con il contenuto della pagina;
utilizza sempre frasi di senso compiuto;
condensa in massimo 12-18 parole il contenuto della tua pagina.
#2 Rivedi i contenuti delle tue pagine
Ti ricordi quanto tempo hai dedicato a scrivere i contenuti del tuo sito? Prova a rileggerli. Cerca di metterti dalla parte del tuo potenziale cliente e di capire se riesci a trasmettere con efficacia chi sei, quali sono le tue competenze e soprattutto cosa offri in più rispetto ai tuoi competitor.
Ricordati di ottimizzare in ottica SEO tutti i contenuti che scrivi.
dividi il tuo testo in sottotitoli: H1, H2, H3;
inserisci la tua keyword principale nel primo paragrafo;
Mentre stai facendo il restyling dei tuoi contenuti prova a vedere se nel tuo sito ci sono dei punti che possono convertire il tuo traffico in contatti utili per te. Cosa significa? Te lo spiego subito. Una volta che hai presentato te stesso, la tua attività o il tuo prodotto è presente uno strumento per contattarti? Un contact form è molto utile per fare in modo che chi legge possa velocemente contattarti inviandoti una mail, senza dover cambiare pagina per trovare i tuoi contatti.
#4 Il tuo sito è responsive
Sapevi che il traffico da mobile ha superato quello da Notebook? il tuo sito come si vede su un cellulare o un tablet?
Avere uno strumento che si adatti al device in cui viene visto significa avere un sito responsive ed oggi fa davvero la differenza. Decidere di non curare questo aspetto significa perdere gran parte del traffico verso il tuo sito.
Migliora l’esperienza dell’utente sul tuo sito e avrai più visite! Un sito scarsamente fruibile ha già perso in partenza.
#5 Analizza il tuo sito
Sai come va il tuo sito? Sai quante visite ha? Questo aspetto è molto importante. Per fissare degli obiettivi è fondamentale avere le cifre della tua presenza sul web. Oggi sul mercato puoi trovare diversi strumenti, gratuiti e a pagamento, per analizzare i dati che provengono dal tuo sito. Un ottimo tool a costo zero è senza dubbio Google Analitycs. Grazie ad una intuitiva interfaccia grafica potrai sapere velocemente quanti utenti visitano il tuo sito, quanto tempo trascorrono sulle tue pagine, da dove vengono, che percentuale di abbandono viene registrata e tante altre informazioni utili per mettere in atto la tua strategia.
Conclusioni
Questi 10 consigli sono un’ottima base per iniziare a risvegliare il tuo sito e farlo passare da dormiente ad attivo. Con costanza e pazienza vedrai che il tuo sito riprenderà ad essere frequentato! Se vuoi avere una consulenza per sapere come muoverti nel modo migliore puoi contattarci qui:
Il tuo sito giace dimenticato e non viene visto più da nessuno? bene… anzi male! ma non disperare, sappi che hai due strade:
chiamare un consulente web
un professionista, e quando parlo di professionista, parlo di una persona preparata che sappia ciò che sta facendo e non l’amico del cugino del fratello di tuo papà che fa ogni tanto siti come hobby. Un consulente è la scelta migliore che tu possa fare perché saprà ascoltarti e proporti la soluzione migliore per le tue esigenze, seguendoti passo dopo passo. Questo è quello che facciamo noi (….e che dovrebbero fare tutti). Se sei interessato puoi contattarci qui
provare a fare da solo
sicuramente è la soluzione più difficile, soprattutto se non hai competenze di base. Se vuoi imparare a fare da solo puoi tentare e avrai il vantaggio di scoprire qualcosa di nuovo che ti sarà sicuramente utile.
Se vuoi provare a mettere le mani sul tuo sito in autonomia abbiamo preparato una veloce guida per risvegliare dal lungo letargo invernale il tuo website!
#1 Controlla il Title Tag
Cos’è il Title tag? Semplice è il titolo del tuo sito, quello che trovi nella sezione <head> all’interno del tag <title>. Il titolo è fondamentale dato che comunica l’argomento della tua pagina web non solo all’utente ma anche ai motori di ricerca.
Nel Title Tag ricorda di inserire le keywords più significative e descrittive per il tuo sito. Come? Per il nostro sito noi abbiamo fatto così:
#2 Controlla i “Broken Link”
Fai un controllo su tutti i Broken Link presenti nel tuo sito. I Link rotti sono risorse che indirizzano verso un contento non più disponibile, per capirci la classica pagina con errore 404! Verifica che non ci siano link di questo tipo interni al tuo sito internet perché sono pessimi sia per chi legge il tuo sito, sia per gli spider dei motori di ricerca.
Ti consigliamo qui due ottimi tool per fare la verifica:
Se invece usi altre piattaforme di sviluppo web potrai trovare online diversi strumenti utili. Noi ti consigliamo brokenlinkcheck.
Potrai sempre controllare nella Google Search console, all’interno della sezione “Errori di scansione“, se vi sono altri URL rotti.[/vc_column_text][vc_column_text]
#3 Ottimizza le immagini
Le immagini che hai scelto per parlare della tua attività vanno bene? Ricordati che le foto che hai sul tuo sito sono molto importanti perché consegnano subito al cliente una tua identità.
Ricordati di:
rinominare le foto con parole chiave strategiche. Non inserire nel tuo sito file “9840569.jpg” ma, se ad esempio, parli di Content Marketing inserisci un’immagine chiamata “content marketing.jpg“;
controllare le dimensioni delle tue foto, non caricare immagini troppo grandi che possono rallentare la velocità del tuo sito internet;
aggiungere sempre il l’ALT tag alle tue foto. Si tratta di un tag che descrive la tua foto ed informa il motore di ricerca sul contenuto della foto. Fai in modo di inserire una keyword strategica e pertinente con i contenuti in cui l’immagine è inserita;
Non rubare immagini da altri siti. Utilizza immagini che siano free per usi personali e commerciali.
#4 Attiva una sezione news
Se il tuo sito è fermo da diverso tempo un modo efficace per renderlo nuovamente vivo è produrre nuovi contenuti. Per fare questo ti serve una sezione news, all’interno della quale puoi pubblicare nuovi articoli che riguardano la tua attività. Ad esempio puoi:
presentarti e scrivere cosa fai;
pubblicare una recensione di un libro relativo al tuo business che ti ha colpito;
fornire suggerimenti utili a chi ti segue su come risolvere un problema;
comunicare le promozioni e le novità che riguardano la tua attività;
fare un tutorial;
l’importante è scrivere sempre contenuti originali! Copiare non serve e Google prima o poi ti becca e ti penalizza. Un sito ricco di articoli di qualità è un ottimo biglietto di presentazione.
Usa i social network. Condividi i tuoi articoli sui tuoi social network. Se vuoi avere più visibilità per il tuo sito ed i tuoi articoli lo strumento migliore che puoi utilizzare sono i social network. Come tutte le attività sul web creare un buon seguito social non è semplice ma con costanza e determinazione i risultati arriveranno.
Scopri qui come ottenere più condivisioni sui social
Se sei all’inizio un ottimo modo per capire come comunicare al meglio la tua attività sui social è seguire professionisti che hanno molto seguito su Facebook, Twitter, Istagram e cercare di scoprire i trucchi del mestiere
Per oggi è tutto! Abbiamo visto insieme 5 consigli veloci per risvegliare il tuo sito, la settimana prossima completeremo questa guida con altri, nel frattempo prova a fare quello che abbiamo scritto!
Hai bisogno di aiuto? Contattaci siamo a tua disposizione!
Possiamo raggiungervi comodamente nelle seguenti città:
Asti | Alessandria | Torino | Alba | Cuneo | Novara | Vercelli | Pavia | Milano |
H.AL
H.AL è una web agency con sede ad Asti che si occupa non solo di realizzazione di siti internet, ma può curare interamente la tua comunicazione digitale.
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