Sicurezza WordPress: 10 consigli per proteggere il tuo sito

Sicurezza WordPress: 10 consigli per proteggere il tuo sito

WordPress è sicuro?

Questa settimana ci occupiamo di un tema fondamentale ma che spesso non ha la considerazione che merita: la sicurezza. La prima domanda che ci poniamo quando decidiamo di fare un sito con WordPress è se si tratta di un CMS affidabile. La nostra risposta è sì, WordPress è un sistema su cui si può investire per i propri progetti web.

Scopri qui perché noi abbiamo deciso di utilizzarlo per noi e per i nostri clienti:

Perché fare un sito con WordPress è meglio

Molte altre persone nel mondo hanno fatto la nostra stessa scelta. Circa il 28% dei siti presenti nel web utilizza wordpress.

Trusted by the Best: 28% of the web uses WordPress, from hobby blogs to the biggest news sites online

Nessun software al mondo è però full-safe al 100%, nonostante il continuo lavoro degli sviluppatori per rendere il nostro CMS sempre più sicuro (qui trovate alcune info in merito: https://wordpress.org/search/security+release) è sempre buona norma tenere a mente alcune regole fondamentali per rendere il nostro sito protetto e quanto più possibile immune da potenziali rischi. Vediamo qui alcuni consigli fondamentali per evitare brutte sorprese.

Cos’è la sicurezza?

La prima domanda che dobbiamo porci è cos’è la sicurezza. La risposta ci arriva direttamente dal blog di WordPress:

Security is not an absolute, it’s a continuous process and should be managed as such. Security is about risk reduction, not risk elimination, and risk will never be zero. It’s about employing the appropriate security controls that best help address the risks and threats as they pertain to your website.

La sicurezza  non è qualcosa di assoluto, non ci sarà mai il rischio zero. Si tratta invece di un processo continuo che include l’uso appropriato degli strumenti e delle azioni giuste per abbassare il più possibile la percentuale di rischio. Ecco 10 attività che vi consigliamo vivamente di mettere in atto:

#1. Aggiorna costantemente WordPress, Plugins e temi

 

Rendi una buona abitudine il costante aggiornamento di WordPress. I tuoi Plugin ed il tuo tema devono essere sempre in linea con gli ultimi aggiornamenti presenti. Questo ti aiuta ad eliminare gran parte dei possibili problemi di sicurezza. Sembra un suggerimento scontato ma non lo è, basta vedere le cifre qui sotto:

#2. Fai pulizia

Elimina dal tuo sito WordPress tutto ciò che non è essenziale ed utile. Ogni Plugin che tu decidi di installare aggiunge codice alla tua installazione di WordPress e, se non è pienamente sicuro, crea delle possibili falle in cui si possono intrufolare file malevoli. Scegli con cura cosa mettere sul tuo sito e scarica solo plugin sicuri e con le migliori recensioni. Ecco qui una lista di alcuni must have.

#3. Utilizza User e Password Sicuri

L’accesso al backend del tuo sito è come la porta di casa tua. Ovviamente deve avere una buona serratura, altrimenti sarà facilmente violata dai malintenzionati. Per rendere sicuro il tuo backend utilizza User e Password complesse. Non usare mai Admin come user e password come “123” perchè questo renderà estremamente semplice il lavoro a chi vorrà forzare i tuoi accessi.

Crea Password lunghe e complesse tipo questa: W&La5L!’XvMWcwoerfvnvrtu980 e aggiornala periodicamente

Se non hai abbastanza fantasia nel creare una password, online trovi molti password generator tools che possono darti un valido aiuto.

Un ottimo modo per rendere ancora più sicuro il tuo accesso al backend è attivarlo con doppia identificazione. Un ottimo plugin per fare ciò è Google Authenthicator o Two factors authentication.

#4. Fai Backup

Non dimenticare mai di fare backup costanti del tuo sito WordPress. Avere sempre una copia di sicurezza del tuo sito web ti salva la vita! Qualsiasi imprevisto ti possa capitare puoi sempre tornare indietro e salvare tutto il tuo lavoro sei hai un backup recente. Crea un calendario ed attieniti ad esso. Puoi fare backup manuali o affidarti ad un Plugin che faccia questo lavoro per te.

#5. Cambia i prefissi delle tabelle

Il prefisso delle tabelle del database viene fornito di default con “wp_”. Cambialo, non tenerlo perché molti script malevoli danno per scontato che sia così.

#6. Imposta i permessi corretti per cartelle e file

Questo è un suggerimento molto tecnico su cui WordPress insiste molto. Se non sei un esperto limitati ad impostare i seguenti permessi:

  • 644 per i file
  • 755 per le cartelle

Non impostare mai una cartella o un file con permesso 777! poiché chiunque con questa impostazione può metterci mano.

Se desideri approfondire il discorso qui trovate una guida completa fornita da WordPress.org.

#7. Usa un buon plugin per la sicurezza del tuo sito

In WordPress trovi plugin per fare qualunque cosa e anche per la sicurezza ci sono delle ottime soluzioni. WordFence è un ottimo plugin da installare sulla tua piattaforma per avere un’efficace protezione. Disponibile anche nella versione free permette di avere tutto sotto controllo grazie ad una dashboard completa ed intuitiva. Offre inoltre un servizio di scan del sito, un firewall, servizio blocco ip e controllo del traffico live.

#8 wp_login.php

Questa è la porta d’ingresso del cuore del tuo sito. Oltre ad una user e password sicura, fai in modo che l’accesso a questa pagina non sia semplice. Hai due modi:

  • Utilizza un plugin che protegga da brute force attacks, limitando il numero di tentativi di accesso. Ti consigliamo wp-limit-login-attempts.
  • Cambia l’URL di amministrazione e sposta l’accesso su un altro indirizzo.

#9. Proteggi il file wp-config

Il file wp-config.php è uno delle componenti fondamentali del tuo sito. Una vera e propria miniera di informazioni che riguardano i vari accessi alla tua piattaforma. Se finisse in mani sbagliate potrebbe essere un grosso problema. Non tutti sanno che è possibile bloccare l’accesso a questo. Come? Nel file .htaccess inserisci questa striscia di codice:

 

#10. Usa il buonsenso

Ultimo consiglio. Al di là di tutte le conoscenze tecniche e le azioni possibili che si possono fare bisogna usare il buon senso. Aggiornati! Rimani sempre informato sulle ultime novità del settore. Ogni volta che metti online un nuovo sito cerca di elaborare un insieme di procedure legate alla sua sicurezza e testa la loro efficacia. In questo modo avrai un modus operandi collaudato che ti permetterà di proporre azioni valide.

Il tuo sito WordPress è sicuro? Vuoi fare un controllo? Contattaci!

 

S.o.s. e-commerce. Perché il tuo e-commerce non vende?

S.o.s. e-commerce. Perché il tuo e-commerce non vende?

Il sito web è l’estensione della tua azienda nel mondo digitale e se è dotato della funzione di e-commerce è un vero e proprio negozio digitale sempre on line. Non riesci a vendere o non vendi abbastanza con il tuo e-commerce? Scopri alcuni strumenti e trucchi per analizzare i punti critici di un e-commerce e per capire perché non funziona come vorresti.

1. Impatto visivo

Tutti noi giudichiamo un sito web dal primo impatto visivo, così come facciamo con una persona che vediamo per la prima volta, la giudichiamo dall’aspetto esteriore. Se il tuo sito non è gradevole alla vista, non è professionale, affidabile e veloce da navigare, le persone lo abbandonano e cambiano sito. Avviene tutto in pochi secondi. È molto importante curare il layout grafico del sito e accertarsi che sia responsive perché sempre più persone fanno acquisti da mobile. Alcuni accorgimenti per dare sicurezza: il logo dev’essere posizionato in alto a sinistra, il carrello in alto a destra, le condizioni contrattuali, l’informativa sulla privacy, i metodi di pagamento e le informazioni aziendali nel piè di pagina. Accertati di avere un cloud server dedicato e acquista un certificato SSL che protegge lo scambio di informazioni tra gli utenti e il server. Per monitorare la velocità del tuo e-commerce puoi usare Google Analytics e il sito https://www.gmetricx.com

2.Visite giornaliere e visibilità su Google

Il tuo sito conta meno di 50 visitatori al giorno? Se la risposta è sì, le probabilità di vendere sono pari a zero. Occorre correre ai ripari pianificando le attività su Google (e non solo) atte a portare utenti qualificati nel tuo sito web. Uno strumento di riferimento è Google Search Console, un servizio gratuito offerto da Google che ti consente di monitorare e gestire la presenza del tuo sito nei risultati della ricerca Google. Inoltre per analizzare la tua strategia Sem e avere una visione complessiva della visibilità sui motori di ricerca puoi usare i tool www.seozoom.it e www.semrush.it

 

e-commerce

3. Semplicità e chiarezza

Un e-commerce è prima di tutto una vetrina dove sono esposti i prodotti destinati alla vendita.

Le immagini e i contenuti devono essere semplici e chiari. I punti critici sono la scheda del prodotto e l’intero processo di acquisto. Una traduzione errata, un’informazione mancante (es.: costi e tempi di spedizione, metodi di pagamento) o una registrazione obbligatoria spingono l’utente ad abbandonare il sito senza concludere l’ordine. Un valido tool da usare per registrare i flussi dei clic è www.hotjar.com

4. Stagionalità dei prodotti

Molte vendite sono influenzate da eventi, ricorrenze e stagioni. Alcuni esempi sono gli occhiali da sole, i piumini, gli ombrelli e gli ombrelloni. Puoi individuare le tendenze e prevedere i picchi di vendite con Google Trends (https://trends.google.it/trends).

Conclusioni

Ora non ti resta che mettere in pratica i consigli che ti abbiamo dato e iniziare a vendere!

Se vuoi una consulenza compila il form qui sotto con i tuoi dati e sarà nostra cura contattarti.

di Sheila Gibalerio

Le scarse competenze digitali dei dipendenti italiani

Le scarse competenze digitali dei dipendenti italiani

Secondo una ricerca condotta lo scorso anno da Randstad siamo un Paese che tarda a digitalizzarsi. Scopriamo di più:

Cos’ è il digital awareness

Si chiama digital awareness ed è letteralmente la “consapevolezza digitale”, ovvero il saper gestire i vari strumenti digitali a disposizione: dallo smartphone, ai social network. Ebbene, secondo una ricerca condotta dalla multinazionale olandese Randstad sul digital awareness sul posto di lavoro, l’Italia appare digitalmente indietro. Su 12 mila addetti in 33 Paesi del mondo, solo il 30% delle aziende italiane dispone di un personale adeguato. Il dato va a cozzare col 90% dei dipendenti italiani ritiene che le aziende dovrebbero sviluppare una strategia digitale.

In altre parole i dipendenti considerano la digitalizzazione un elemento fondamentale per il successo dell’azienda che può essere più competitiva sul mercato ma 2 lavoratori su 3 si sentono scarsamente qualificati in questo campo per essere spendibili nel mercato del lavoro futuro. Siamo di fronte ad un dicotomia che deve essere presto risolta se non vogliamo rimanere indietro rispetto al mondo in evoluzione.

Per molte aziende il 2017 è stato l’anno in cui iniziare a stare al passo con l’era digitale. Il 56% percento delle piccole e medie aziende, secondo un’indagine Doxa, crede nelle potenzialità web marketing. Dal 2013 ad oggi le aziende coinvolte nel digital marketing è salito dal 27% al 58%. Purtroppo ci sono ancora aziende ferme a siti di 15 anni fa. Molte non hanno ancora un proprio sito internet e il 50% delle aziende non ritiene che il web influenzi i consumatori nei processi di acquisto di prodotti e servizi (e chi lo va a spiegare ad Amazon, Zalando e compagnia bella?).

Forse ti può interessare questo articolo:

Perché è importante fare un restyling del proprio sito

Un piccolo passo avanti?

Il 2017 si è aperto all’insegna della fiducia degli italiani nell’impresa in cui lavorano. Come abbiamo visto però, molto spesso manca la consapevolezza che sapendo usare bene gli strumenti digitali si possa essere davvero competitivi sul mercato.

Tra i tool digitali utilizzati dalle aziende ci sono i social network, guidati in primis da Facebook. Le PMI attive hanno inoltre capito negli ultimi 4 anni il ruolo chiave dell’e-commerce e delle app per promuovere il loro business. Dal 19% del 2013 si è passati al 30% di oggi.

Senza dover arrivare ad un multitasking spinto che, tra l’altro, vede solo il 2% dei lavoratori districarsi su più canali digitali con profitto, si può approfondire il mare magnum del digitale per essere maggiormente competitivi e per stare al passo con i tempi. Molti contributi per la digitalizzazione delle realtà aziendali arriva dall’Unione Europea. A tal proposito ci permettiamo di segnalare il programma Horizon 2020 , un programma europeo per la Ricerca e l’Innovazione (2014-2020). Date un’occhio ai bandi della vostra Regione o direttamente a quelli europei senza filtri.  In tal modo si potrebbe iniziare a camminare nella giusta direzione incentivando la conoscenza digitale per districarsi nel mondo del web avendo i giusti strumenti.

Per la compilazione di questi bandi in genere c’è bisogno di affidarsi un professionista che sia non solo un consulente digitale ma che sia anche in grado di compilare correttamente un bando.

Hai bisogno di un consulente? Compila il form qui sotto!

SEO: come ottimizzare la struttura del sito

SEO: come ottimizzare la struttura del sito

La settimana scorsa abbiamo parlato di come scegliere il dominio giusto per il tuo sito web. Oggi vedremo in questo articolo un altro importante fattore che ha una rilevanza fondamentale per la SEO: La struttura del tuo sito. La Search Engine Optimization non è qualcosa che ha a che fare con le Keyword. Ci sono diversi fattori che concorrono a comporre il risultato finale.

Cos’è la struttura di un sito?

La struttura di un sito non è il suo Design. Stiamo parlando di due aspetti differenti, magari complementari, che hanno però obiettivi diversi.

  • Per design di un sito si intende l’aspetto grafico. Tutto ciò che fa in modo che il sito sia accattivante da un punto di vista visivo e sia gradevole all’occhio del visitatore.
  • Per struttura si intende l’organizzazione delle pagine del sito. Come esse siano legate tra di loro per rendere la navigazione più semplice e confortevole per gli utenti e per gli spider di Google.

Avere quindi un sito con una struttura logica diventa fondamentale per la SEO. Vediamo alcuni consigli per fare in modo che il tuo sito sia il più ordinato possibile partendo da:

  • Site Crawlability
  • Link interni
  • Contenuti
  • URL

Site crawlability

La site Crawlability è uno dei fattori più importanti per la SEO. Come abbiamo visto nell’articolo su cosa sono e come funzionano i motori di ricerca i Crawler sono gli spider di Google che analizzano le pagine del tuo sito per verificare i contenuti e classificarli. La capacità del tuo sito di essere navigato è quindi una componente fondamentale.

Come?

  • Le pagine devono essere collegate una all’altra. Ricordati di inserire dei link che rimandino da un contenuto ad un altro così da creare un percorso di navigazione coerente.
  • Usa i breadcumps. Sono un ottimo modo per dire all’utente a che posizione si trova sul tuo sito.
  • Rimanda da un articolo ad un altro, quando accenni a termini o ad argomenti di cui hai già parlato.
  • Utilizza sempre le sezioni articoli recenti o articoli correlati per offrire una navigazione organica.

Link interni per la SEO

Ottimizza i Link interni. Questi sono lo strumento che utilizzi per dirigere il traffico nel tuo sito. Ogni risorsa deve essere raggiunta con pochi click. Gli esperti di User Experience hanno coniato la three-click-rules, una regola che afferma che per raggiungere un’informazione non devono esserci più di tre click.

Organizza i tuoi link interni in modo da fare risaltare ancora meglio la struttura del tuo sito e collegare le Keyword principali a contenuti pertinenti.

Quali vantaggi?

  • I link interni migliorano l’esperienza di navigazione.
  • Collegare link interni a Keywords permette ai motori di ricerca di indicizzare più pagine del tuo sito.
  • I motori di ricerca danno grandissima importanza ad un sistema coerente di link interni.
  • Più link offrirai al tuo visitatore maggiore sarà la permanenza sul tuo sito.

Evita i Contenuti Duplicati

Ripetere determinati contenuti solo per fare numero non è mai una buona idea. Soprattutto in ottica SEO perchè Google li indicizza come SPAM. Fai in modo di evitare di ripetere contenuti già presenti sul tuo sito web.

URL ottimizzati SEO

Gli URL ottimizzati sono fondamentali per una buona struttura di un sito. Fai in modo di creare URL parlanti capaci di indirizzare i tuoi utenti al contenuto che si aspettano di trovare.

Come?

  • Utilizza sempre trattini per separare i termini chiave.
  • Elimina ogni carattere o segno inutile.
  • Mai inserire &,$,#,%, or @ in un link.
  • Cerca di fare link che non abbiano più di 37 caratteri.

Conclusioni

Queste sono alcune idee di base che migliorano la qualità del tuo sito in ottica SEO e consegnano al tuo visitatore un’esperienza di navigazione migliore. Ricordati sempre di verificare tutti i miglioramenti che fai al tuo sito attraverso i dati forniti da Analytics. Un aumento delle visite, una minore frequenza di rimbalzo ed un maggiore tempo medio di permanenza sulle tue pagine sono tutte indicazioni utili a farti capire che sei sulla strada giusta.

Vuoi avere un parere su com’è organizzato il tuo sito ed avere alcune idee per migliorarlo? Compila il form qui sotto!

Come scegliere il dominio giusto per il tuo sito web

Come scegliere il dominio giusto per il tuo sito web

La settimana scorsa ci siamo occupati di spiegare cosa sono e come funzionano i motori di ricerca, oggi ci concentreremo come scegliere dominio giusto per il tuo sito. Un argomento spesso dato per scontato che riveste però un ruolo importante per la tua strategia di web marketing.

La scelta del nome del dominio

Uno dei primi passi da compiere quando decidi di essere online è la scelta del nome del tuo dominio. Questo sarà l’indirizzo della tua nuova casa digitale che rappresenta il biglietto da visita per tutti coloro che vorranno raccogliere informazioni su di te o sulla tua azienda. Probabilmente starai pensando che questo articolo nel 2017 non è poi così utile, perché qual è l’azienda che non ha un dominio internet oggi?

Bene, prima di tutto, ti invitiamo a leggere questo articolo:

Le nuove opportunità digitali per le microimprese italiane

Scoprirai che, analizzando un campione di circa 1200 microimprese italiane, solo il 62% ha attivo un dominio. C’è un 33% circa di aziende che non ne ha nemmeno uno e pertanto non è presente nel nuovo mercato digitale.

Ti diamo un altro dato: in Italia contiamo circa 4,2 milioni di microimprese (il 95% del totale delle unità produttive presenti nel nostro paese). 

In pratica 1 azienda italiana su 3 non ha un dominio ma, prima o poi, dovrà fare i conti con la realtà e decidere di avere una presenza sul web se non vorrà perdersi una vetrina che nel mondo conta circa 3 miliardi di utenti.

Se non hai ancora un sito leggi questo articolo:

Perché è importante avere un sito web? Parte I

Ecco perché riteniamo sia utile, anche nel 2017, partire dall’ABC e spiegare come scegliere bene il nome del dominio per il tuo sito web.

Cos’è un dominio?

Cercheremo di spiegarti, prima di tutto cos’è un dominio. Il sistema DNS (Domain Name System) è basato su una struttura che associa nomi di host ad indirizzi IP e viceversa, in cui troviamo dei domini di livello superiore TLD (Top Level Domain) collegati ad un nodo radice rappresentato da un punto.

Il nome di un dominio sarà pertanto rappresentato dall’estensione TLD e dal nome dell’Host. L’esempio grafico qui sotto spiega come è composto.

struttura dominio

Troviamo infatti:

  • URL che è l’indirizzo nella sua completezza;
  • il nome dell’host (halproductions);
  • TLD ovvero il dominio di primo livello (.com);
  • il dominio di secondo livello (www.halproductions.com);
  • ci sono anche domini di terzo livello, o sottodomini, che non sono null’altro che nomi aggiunti al dominio con un separatore in più (web.halproductions.com).

Come scegliere quello giusto?

Capito cos’è un dominio, cercheremo di darti alcuni consigli per scegliere quello più adatto alle tue esigenze.

  • Il nome del dominio deve essere relativamente breve

Più breve è un nome, più semplice è da ricordare. Utilizzare un dominio di 30-40 caratteri, sebbene rappresenti il nome completo della tua società, non è la scelta migliore. Soprattutto perché il tuo dominio verrà associato alle mail ufficiali della tua azienda.

Una mail info@fratellipincopallinoefiglisocietainaccomandatasemplice.it non è di semplice utilizzo

  • Scegli un nome facilmente pronunciabile

Non avventurarti in nomi complessi e astrusi, scegli termini che siano il più possibile diretti ed utilizzati nel linguaggio comune. Pensa a quando dovrai dettare il tuo dominio o la mail legata ad un possibile cliente. Un’informazione difficile da comunicare potrebbe complicarti non poco la vita.

  • Non violare il copyright

Verifica sempre che il nome che hai scelto non sia già in uso da altra azienda o peggio sia protetto da copyright! Questo ti mette al riparo, per primo, da una multa salata e, per secondo, dal rischio di confondere i tuoi clienti.

  • .com?.it?.net?.biz?. org?

Bisogna precisare che nella scelta del TLD bisogna tenere conto della zona geografica in cui si sviluppa la nostra attività. Se siamo un’azienda che lavora principalmente in Italia, il .it è perfetto. Sottolineiamo però che l’estensione ritenuta migliore è il .com. Le estensioni .org e .net sono anch’esse ritenute valide ma sono più per organizzazioni o comunità, sono quindi poco adatte per aziende o professionisti. Stesso di scorso vale per .edu e .gov che si rifanno a strutture governative o educative.

Qui trovi la lista completa dei Top Level Domain rilasciata dall’ICANN.

Le estensioni .com sono le più diffuse al mondo.

  • Trattini (-) si o no?

In generale i motori di ricerca interpretano i trattini (-) come spazi. Pertanto un dominio con queste caratteristiche può essere considerato una buona scelta perché ti permette di combinare due termini strategici per il tuo nome. La scelta dipende dai gusti personali, c’è chi ama l’indirizzo con il trattino e chi no. Chiaramente vale sempre la regola di non esagerare. Ti sconsigliamo un uso eccessivo, mai più di uno per dominio.

  • Keyword oppure no?

Abbinare una Keyword al nome della tua azienda potrebbe essere una soluzione utile a migliorare il rendimento del tuo sito in ottica SEO. Anche qui bisogna usare il buonsenso e non creare domini eccessivamente forzati. Se ad esempio gestisci una palestra o sei un idraulico un’ottima soluzione per il tuo hostname potrebbe essere abbinare la keyword al nome della tua attività (es: palestrapinco.it  o idraulicopallino.it). Inoltre può essere vantaggioso in molti casi inserire anche il nome della città in cui svolge la tua attività (per esempio palestrapincoroma.it). L’importante è fare attenzione a non allungare troppo il tuo hostname.

Conclusioni

La scelta del dominio, sebbene spesso venga data per scontata, è molto importante perché ti permette di partire con il piede giusto nella tua strategia di web marketing. Per questo va analizzata con cura e non sottovalutata o demandata ad altri. Il tuo indirizzo digitale accompagnerà sempre il nome della tua attività, i loghi, i biglietti da visita e sarà l’estensione nelle tue e-mail.

Se non hai ancora un sito e desideri iniziare ad essere presente sul web, prima di parlare di contenuti, layout e più in generale della tua strategia, fermati un attimo a pensare a quale indirizzo vuoi che sia ricercabile la tua azienda. Può fare la differenza.

Se vuoi una consulenza o semplicemente un consiglio su come avviare la tua azienda sul web compila il form qui con i tuoi dati e sarà nostra cura contattarti!

Cosa sono e come funzionano i motori di ricerca

Cosa sono e come funzionano i motori di ricerca

Questa settimana ci occupiamo di motori di ricerca. Uno strumento sempre più indispensabile nella vita di tutti i giorni e cercheremo di mostrarti cosa sono e come funzionano.

Motori di ricerca: le origini

Internet è ormai diventato un compagno insostituibile delle nostre vite. Viene utilizzato per i motivi più diversi: per svago, per lavoro o semplicemente per informarsi. Gran parte del business mondiale passa ormai attraverso la rete. Trovare velocemente quello che si cerca è un’esigenza fondamentale per tutti gli utenti. Ecco perché sono nati i motori di ricerca, per riuscire a ottenere le informazioni che ricerchiamo nel più breve tempo possibile.

Cos’è un motore di ricerca?

Un motore di ricerca è un sistema automatico capace di analizzare una grandissima quantità di dati e restituirli in un elenco ordinato. L’utente genera un input attraverso delle chiavi di ricerca (keywords) ed il motore fornirà un output sulla base di un algoritmo che ordina le informazioni ritenute più rilevanti.

Secondo una ricerca di Netcraft nel mese di marzo 2017 i siti presenti nel web erano 1,760,630,795. Questo dato ci fa capire quante informazioni sono disponibili in rete e quanto sia importante, soprattutto per chi fa business, non solo essere presente sul web ma essere ben visibile.

I primi motori

I primi motori di ricerca iniziarono ad apparire negli anni Novanta, quando con l’aumentare dell’attenzione e delle informazioni presenti in rete serviva uno strumento capace di fare ordine per rendere l’utilizzo del web più veloce ed efficace.

Aliweb può essere considerato il primo motore di ricerca. Nacque nel 1993 ma non ebbe particolare successo. Dopodiché si successero vari  progetti più fortunati tra cui Excite, Yahoo, Lycos, Altavista fino al 1998 quando Larry Page e Sergey Brin fondarono Google attualmente il n°1 al mondo.

La classificazione

I motori di ricerca possono essere classificati come:

  • motori di ricerca di prima generazione. Attivi  principalmente nella seconda metà degli anni Novanta (Altavista, Excite, Infoseek). Utilizzavano il semplice criterio delle keyword inserite nelle pagine HTML attraverso i Keywords Tag. Così venivano collegate le pagine web i cui meta-tag corrispondevano alle parole ricercate. Infine il motore ordinava i risultati in base alla pertinenza e rilevanza.
  • motori di ricerca di seconda generazione. Analizzano dati specifici del web ed hanno una maggiore capacità di elaborazione dati. Questi motori ci aiutano ad introdurre il concetto di visibilità in rete che sta alla base della SEO. Il sito non viene più analizzato solo in base alle keywords ma vi sono altri elementi: links, anchor text, click-through data, ecc.
  • motori di ricerca di terza generazione. Sono i motori più evoluti che tentano di dare risposta ai bisogni che stanno dietro alle query attraverso un’analisi semantica dei dati con aiuto all’utente (spell checking), determinazione del contesto (dov’è l’utente) ed integrazione di risposte multiple.

PageRank: La svolta di Google

Il punto di svolta di Google è l’introduzione del PageRank. Nella valutazione di un sito, oltre a diversi altri fattori, Big G introduce un algoritmo che considera i collegamenti tra i siti. I meta tag da quel momento cessano di avere un importanza così decisiva. Matts Cutts (Google Software Engineer) nel video qui sotto ci spiega che Google ignora i keywords meta tag.

Per determinare l’autorevolezza di un sito e quindi il suo posizionamento nelle classifiche di ricerca diventano decisivi i link verso il sito. Attraverso una complessa formula matematica si definisce il punteggio di ciascuna pagina. Per scalare le classifiche di Google diventa pertanto fondamentale attrarre link verso il proprio sito. Conquistare gli utenti veramente interessati a seguire i nostri articoli. I link che possono puntare ad un sito devono essere “naturali“, ovvero non richiesti o generati da scambio di link o a pagamento. Per cercare di ottenere questi link è  necessario proporre argomenti sempre aggiornati, non copiati, con approfondimenti interessanti per i nostri lettori.

Oggi Il PageRank è in parte superato, dopo essere stato per anni un punto di riferimento per molti addetti-web. Attualmente bisogna prestare attenzione a più metriche che hanno impatto sulla vita del nostro sito. Il lavoro di posizionamento sta uscendo da logiche meccaniche e sta abbracciando sempre di più logiche semantiche. Grande attenzione viene data al sito partendo da un’ottica completa che parte da fattori:

  • on page (struttura e contenuti);
  • off page (link popularity, directory, ecc).

Per emergere serve, oltre ad un sito ben strutturato, una strategia di contenuti capace di attrarre e mantenere una audience costante.

Come Funziona un motore di ricerca?

Definito cos’è un motore di ricerca cercheremo qui di spiegarne il funzionamento. Sebbene abbia un’architettura complessa i pilastri su cui si basa sono essenzialmente 5:

  1. SCHEDULER. Ha la funzione di programmare quando i crawler (o spider) dovranno eseguire l’analisi di una risorsa presente su un URL.
  2. CRAWLER (o spider). Come dei ragni si muovono tra le reti del web ed il loro lavoro principale consiste nello scandire tutti gli URL presenti. Raccolte le informazioni queste verranno catalogate in apposite Repository.
  3. INDEXER. Processa i dati generati dagli spider e genera indici e metadati che poi andranno a facilitare le nostre ricerche. Si tratta di un vero e proprio indice che fa una prima catalogazione.
  4. PARSER. Estrae i dati dal Repository e ne legge il contenuto, suddividendoli per tipologia. I contenuti vengono qui etichettati con ulteriori informazioni.
  5. QUERY PROCESSOR. Si tratta del Search Engine Software. Il sistema che accetta le richieste e fornisce le risposte sulla base dei primi 4 processi.

Si tratta di 5 fondamentali processi che assicurano il funzionamento di un motore di ricerca. Se desideri approfondire il funzionamento di Google qui trovi una spiegazione esaustiva fornita dall’ Università di Stanford.

Conclusioni

I motori di ricerca dovranno essere sempre di più in grado di processare enormi quantità di dati e fornire agli utenti output sempre più veloci e pertinenti. L’aumento esponenziale delle informazioni contenute nella rete potrebbe portare alla creazione di motori specifici per argomenti e ad un sistema di ricerche più intelligente, basato su una maggiore personalizzazione dei risultati. Questo perché web si sta dirigendo verso una maggiore direzione semantica, garantire informazioni corrette, originali e strutturate ai motori di ricerca permetterà di emergere sempre di più.

Vuoi sapere qual’è la situazione del tuo sito? Compila il form qui sotto, verrai ricontattato per un’analisi completa.